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SERVO D’AMORE (1995)

18 giugno 2017

Servo d’amore è un film per la televisione trasmesso su Rai 2 nel settembre 1995, con Remo Girone, Ottavia Piccolo, Paola Pitagora, Valentina Forte, diretto da Sandro Bolchi.

 

ùChe succede quando un avvocato perbene, rassegnato e ormai avviato verso la cinquantina, perde la testa per una fanciulla giovane, scapestrata e disponibile? “Gli sale la pressione, molla tutto, diventa schiavo della passione. Insomma per usare un termine di moda, trasgredisce” risponde Remo Girone che oggi sarà su RaiDue in prima serata con il film tv Servo d’ amore. Autore e regista è Sandro Bolchi, settantuno anni, uno degli inventori dello sceneggiato televisivo, attualmente in convalescenza dopo un intervento alla gola e, da tempo, in rotta di collisione con la Rai, ‘ colpevole’ di produrre poco. In un cassetto di viale Mazzini c’ è ancora un suo copione, acquistato da Giampaolo Sodano per i Vicerè di De Roberto; ma il responsabile della fiction, è noto, non ama le commedie in costume, anche perché costano troppo. Servo d’ amore invece è stato girato in ampex a Milano. “E’ una produzione interna” sottolinea Girone, “racconta la storia di un serio professionista che sull’ autostrada per Torino, bloccata dai tifosi della partita Juventus-Milan, incontra una ragazzina (Valentina Forte, vincitrice della selezione italiana per la seconda parte di ‘ Via col vento’ ndr), “matta, simpatica, con un solo mito nella vita, Van Basten e un genitore cassintegrato che cercherà di stuprarla”. Per difendersi la teenager disadattata uccide il padre-padrone e sarà compito dell’ avvocato difenderla. Questo melò d’ autore, la definizione è dello stesso Bolchi, ha riferimenti celebri: da ‘ Un amore’ di Dino Buzzati a ‘ Senilità’ di Italo svevo. E, anche senza la bionda sensualità di una splendida Brigitte Bardot in ‘ La ragazza del peccato’ di Claude Autant-Lara, che inguaia l’ anziano legale Jean Gabin, la storia è molto simile. “Mi innamoro, perdutamente, e scopro il sesso” continua Girone “la sistemo in un appartamento in centro, lascio la mia amante di sempre, Paola Pitagora, professione antiquaria, con la quale poi convolo a giuste nozze, faccio soffrire mia sorella, Ottavia Piccolo, zitella impolverata che ha sempre diviso la mia rigorosa quotidianità”. “E io mi ammalo di cancro e muoio” dice la Piccolo che è a Venezia, per presentare il film ‘ Bidoni’ di Felice Farina “però muoio felice perché prima mi sposo con l’ uomo che amo”.

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